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Alessandro Iannace

FORMAZIONE E RICERCA
Alessandro Iannace, nato a Napoli il 29 Marzo 1962, è Professore Associato presso l’Università di Napoli “Federico II” in “Geologia Stratigrafica e Sedimentologia” dal 2001
Dopo la Laurea nel 1984 a Napoli, nel 1987 ha Conseguito il Diplome d’Etudes Approfondies – Università “Pierre et Marie Curie” di Parigi (Francia) lavorando alla stratigrafia isotopica di sedimenti profondi plio-pleistocenici di una carota profonda del Mar Tirreno. Nel 1991 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in “Geologia del Sedimentario” presso l’Università di Napoli con una tesi su “Il Trias Superiore di piattaforma carbonatica nei Monti Lattari e Picentini (Salerno): studi sedimentologici e diagenetici”.
E’ autore di più di 80 pubblicazioni, di cui più di 50 su riviste internazionali con IF, oltre ad altrettante comunicazioni a congressi internazionali.
Parla correntemente inglese e francese ed ha buone conoscenze di spagnolo e portoghese.

ATTIVITÀ E SOGGIORNI DI RICERCA
L’attività di ricerca si è svolta prevalentemente nel campo della sedimentologia dei carbonati, comprendendo in questa anche lo studio della diagenesi, dell’epigenesi e dei fenomeni di mineralizzazione di metalli di base. Le metodologie utilizzate in queste ricerche comprendono l’analisi di facies, la petrografia e la geochimica isotopica. I terreni analizzati sono stati prevalentemente il Triassico dolomitico dell’Italia Meridionale, il Paleozoico della Sardegna e carbonati Pleistocenici dell’Appennino meridionale.

Lo studio delle successioni triassiche carbonatiche dell’Italia Meridionale è stato il tema di ricerca prevalente a partire dalla realizzazione della tesi di dottorato. Queste ricerche, nelle quali ha guidato un gruppo di lavoro dell’Università di Napoli ed ha collaborato con ricercatori di altre Università italiane e straniere (Milano, Perugia, Palermo, Heidelberg, Granada), hanno condotto ad una conoscenza regionale del tutto nuova dei sistemi deposizionali del Trias Medio e Superiore di mare basso, fino ad allora solo superficialmente indagati. Il quadro ricostruito ha consentito da un lato di riconoscere i legami paleogeografici nell’ambito della Tetide triassica, dall’altro di riconsiderare alcuni aspetti controversi della geologia regionale dell’Italia Meridionale, ed in particolare della Calabria Settentrionale. In quest’area, nell’ambito di progetti PRIN in collaborazione con geologi strutturali e petrologi di Cosenza, Messina, Bologna e Curtin (Australia), ha delinaeto un nuovo quadro strutturale ed una nuova ricostruzione della evoluzione della regione dall’estensione mesozoica alla subduzione e successiva esumazione neogenica.

Nel campo degli studi della diagenesi svolge ricerche sistematiche da numerosi anni sulla dolomitizzazione delle successioni mesozoiche dell’Appennino, integrando varie metodologie analitiche e proponendo modelli diagenetici inseriti in uno scenario stratigrafico e paleogeografico di ampio respiro. Su questi temi ha diretto diverse tesi di Dottorato di Ricerca con collaborazioni con l’IFP Energies Nouvelles di Parigi.

La dolomitizzazione epigenetica ed i fenomeni idrotermali e mineralizzanti connessi sono state indagate anche sul Paleozoico della Sardegna, giungendo a distinguere, su base di terreno, di petrografia e degli isotopi stabili e radiogenici, i fenomeni pre-ercinici e post-ercinici che investono il basamento sardo nell’area mineraria dell’Iglesiente-Sulcis. Anche in questo caso, è stata inserita l’evoluzione diagenetica ed epigenetica locale in un quadro più ampio, che è quello dei fenomeni di circolazione idrotermale successiva alla creazione dell’orogene ercinico europeo.

Attualmente, nell’ambito di Convenzioni con l’industria petrolifera, si occupa attivamente di studi su successioni dolomitizzate e fratturate quale possibile analogo si reservoir dell’Appennino Meridionale.

Altre ricerche nel campo della diagenesi dei carbonati sono state svolte sulla petrografia di speleotemi pleistocenici e per la datazione assoluta di biocostruzioni tirreniane.

E’ stato Direttore di Rilevamento per la realizzazione di un foglio 1:50000 della nuova Carta Geologica d’Italia (Progetto CARG, Foglio Eboli) ed ha partecipato alla realizzazione dei fogli Lauria, Sorrento e Ariano Irpino.

Inoltre è membro della SCARL INNOVA (ex Centro Regionale di Competenza istituito dalla Regione Campania) in una Unità Operativa che si propone di svilupare ricerche e progetti di valorizzazione del patrimonio geologico integrato a tutti gli altri aspetti di lettura del territorio.
Didattica

ATTIVITÀ DIDATTICA
L’attività didattica più intensa è stata svolta nell’ambito dei corsi di Rilevamento Geologico, effettuando numerose campagne geologiche di vario livello in differenti parti d’Italia ed in Grecia. Attualmente insegna “Geologia Stratigrafia e Sedimentologia” per la Laurea Triennale in Scienze Geologiche e “Analisi di Facies e di Bacino” nell’ambito della Laurea Magistrale in Scienze Geologiche”. E’ stato inoltre membro del Comitato Scientifico e docente del Master in “Petroleum Geosciences” attivato dalla Federico II in collaborazione con l’Università della Basilicata e con Shell E&P.
Ha tenuto lezioni sull’uso della geochimica isotopica (O, C, S, Sr, Pb) nello studio dei giacimenti minerari in rocce sedimentarie.
Ha inoltre tenuto corsi e conferenze di carattere introduttivo o divulgativo sulla Geologia, in genere finalizzati alla illustrazione del concetto di valorizzazione di Geositi, nei quali ha posto al centro gli aspetti metodologici e filosofici dell’approccio delle Scienze della Terra nello studio del Paesaggio e della sua ricaduta culturale. Su questi temi è stato ed è impegnato a vari livelli (collaborazione con Enti locali campani e sardi) per lo diffusione di una Cultura del territorio come occasione di sviluppo economico.