I LUOGHI
La valorizzazione del patrimonio culturale
Nell’ottica di garantire la sostenibilità del patrimonio, negli ultimi anni la Fondazione Campania dei Festival ha iniziato un’indagine intorno alla potenza degli spazi urbani e ai luoghi più suggestivi della Campania trasformando la Regione in palcoscenico e le sue bellezze paesaggistiche e naturali in avamposti di un rinnovato pensiero culturale.
Negli ultimi 5 anni, il Campania Teatro Festival ha pertanto raggiunto moltissimi luoghi disseminati sull’intero territorio regionale: in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania, i cortili e il Giardino Romantico del Palazzo Reale di Napoli, e tra i Musei il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Madre; nei teatri della città al San Carlo, Mercadante, Politeama, Trianon, Bellini, Nuovo e Sala Assoli; nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, nel Refettorio del Chiostro di San Domenico Maggiore, a Palazzo Fondi, a Made in Cloister, e al Circolo Canottieri, a Piazza del Gesù, al Maschio Angioino, nella Chiesa di Donnaregina, all’Accademia di Belle Arti, a Villa Pignatelli; nei quartieri di Ponticelli, alla Sanità e al rione De Gasperi; all’aperto al Teatro Grande di Pompei (in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale per la rassegna “Pompeii Theatrum Mundi”), alla Rotonda Diaz sul Lungomare di Mergellina. Per la Regione, invece, a Salerno nel Chiostro del Duomo, al cortile del Teatro Ghirelli, sul Lungomare e nel Piccolo Teatro Porta Catena, e in provincia sulla scalinata del Duomo di Amalfi, a Capaccio Centro e nel palazzo Coppola di Valle Cilento. A Caserta alla Reggia, al Teatro Comunale, nell’Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, al Belvedere di San Leucio, nelle località Foresta di Tora e Piccilli. A Benevento presso l’Hortus Conclusus, il Teatro Naturale di Pietrelcina e a Montesarchio (in piazza Umberto I e nel Museo Archeologico del Sannio Caudino). Ad Avellino presso il complesso monumentale di Santa Chiara a Solofra, nel Teatro Colosseo di Baiano, nell’Anfiteatro di Avella e l’Abbazia di Mercogliano.
Nella città di Napoli, in particolare, negli ultimi due anni il Museo e il Real Bosco di Capodimonte (con l’allestimento dai quattro agli otto palchi nel parco verde della Reggia borbonica) sono stati la sede principale del Festival. In particolare, oltre alle sale del Museo, tra gli spazi all’aperto: il Cortile della Reggia, la Terrazza della Palazzina dei Principi, il Giardino Paesaggistico di Porta Miano, le Praterie del Gigante, il Casino della Regina, la Manifattura della Porcellana, il Giardino Paesaggistico Pastorale, il Cisternone e le Praterie della Capraia.
Questa scelta, dettata anche dal rapporto di grande collaborazione con il direttore Sylvain Bellenger e dalla vastità degli spazi che ha consentito di allestire platee nel rispetto delle distanze di sicurezza imposte dalle misure anti-Covid, ha trasformato la Reggia in una vera cittadella teatrale, dell’arte e della cultura, con eventi distribuiti per un intero mese di programmazione (dalla metà di giugno alla metà di luglio) durante tutta la giornata.
Nelle edizioni 2021 e 2022 del Campania Teatro Festival, il progetto speciale “Il Sogno Reale. I Borbone di Napoli”, nato da un’idea di Ruggero Cappuccio e a cura di Marco Perillo, ha puntato alla valorizzazione dei siti borbonici della Campania. Per il progetto, in entrambe le edizioni, sono stati coinvolti sette scrittori italiani hanno affidato i propri racconti inediti a sette diversi attori italiani che le hanno portate in scena nel contesto della Reggia di Capodimonte. Un progetto artistico ispirato all’interesse per la dinastia borbonica, per un’epoca di fasti e primati senza precedenti nella storia del Sud Italia. A un sogno che dalla fine del Settecento può estendersi nel presente rivelando ancora una volta la bellezza dei monumenti lasciati in eredità da una comune storia culturale.
Per rispondere alla mission di valorizzazione dei beni del patrimonio culturale materiale e immateriale della Regione, è stata infine realizzata nell’ambito del progetto una guida stampata ai luoghi più rappresentativi del secolo del Regno, distribuita gratuitamente al pubblico che ha seguito gli spettacoli del Festival.
Dal 2017 la Fondazione ha attivato convenzioni di scontistica congiunta per il Festival con diversi Musei campani, tra cui:
Tali agevolazioni rendono possibile l’acquisto di un biglietto per il Campania Teatro Festival a un costo ridotto di 5 € e, allo stesso tempo, di usufruire di un ulteriore sconto sul ticket di ingresso ai Musei convenzionati.