PERFORMANCE BEYOND TWO SHORES

Performances beyond two shores è un progetto di cooperazione europea tra operatori culturali che mirano a rafforzare la crescita professionale, la produzione e la mobilità di giovani artisti arabi in Europa.

Producendo nuove creazioni di qualità, promuovendo il dialogo e la condivisione di esperienze tra artisti e programmatori, raggiungendo un nuovo pubblico e facilitando la rete tra i partner ed offrendo al personale l’opportunità di rafforzare le loro capacità.

Immaginiamo una nuova narrativa dell'Europa aperta basata sul dialogo interculturale, l'accettazione reciproca, la curiosità l’apertura all’altro.

I tre assi principali del progetto sono:

  • la produzione della nuova creazione del regista siriano Waël Ali e la sua tournèe tra tutti i partner a Napoli, Londra, Weimar, Atene, Plovdiv, Amsterdam, Bruxelles e Marsiglia;
  • l'organizzazione di sei gathering, coinvolgendo un totale di 15 giovani artisti arabi residenti in Europa. Organizzati da ciascun partner durante i loro festival per scambiare idee e riflessioni sulle pratiche artistiche ed il lavoro culturale in Europa;
  • lo scambio di team tra i partner per soggiorni immersivi e partecipativi finalizzati alla condivisione di esperienze e al rafforzamento delle competenze professionali.

Il progetto è supportato dalla Commissione Europea nell'ambito del Programma Europa Creativa e segue le Performance tra due rive: artisti arabi in Europa, implementati tra giugno 2016 e dicembre 2017.

Il progetto si basa su una forte partnership tra istituzioni culturali europee. Tutti i partner producono eventi culturali e artistici di alta qualità impegnati nella regione euromediterranea. Producono e facilitano attivamente la diffusione dello spettacolo dal vivo in Europa, in particolare con i giovani attori della creazione contemporanea.

Performances
europa-creativa

I PARTNER

LES-BANCS-REPUBLIC

LES BANCS PUBLICS
Marsiglia, Francia

Capofila del progetto, Les Bancs Publics è una struttura di produzione artistica con sede a Marsiglia che organizza un festival internazionale e multidisciplinare, Les Rencontres à l'échelle da 10 anni. Il programma mira a sostenere opere artistiche che hanno come tema l’attraversamento dello spazio euro-mediterraneo e il mondo arabo.

lesbancspublics.com

lesrencontresalechelle.com

BOZAR

BOZAR
Bruxelles, Belgio

BOZAR si distingue come un centro artistico unico in Europa. Situato in un edificio Art Déco del 1920 a Bruxelles, questo centro d'arte multidisciplinare ospita mostre, concerti musicali, spettacoli, letteratura e dibattiti. Bozar già da lungo tempo ha avviato la collaborazione con artisti del Medio Oriente. Dal 2002 sono stati realizzati diverse mostre ed eventi multidisciplinari trasversali, per mostrare il meglio della scena culturale araba e mediterranea.

bozar.be

DANCING ON THE EDGE

DANCING ON THE EDGE (DOTE)
Amsterdam, Paesi Bassi

Dancing on the Edge (DOTE) è un festival che ha sede ad Amsterdam e che vuole stimolare lo scambio artistico con il Medio Oriente e il Nord Africa. Ogni due anni, dal 2007, Dancing on the Edge presenta un programma incentrato su arti performative, film e installazioni multimediali in diverse città olandesi. Il festival è una piattaforma per artisti della regione mediorientale per mostrare cosa muove la loro produzione artistica.

dancingontheedge.nl

KUNSTFEST

KUNSTFEST WEIMAR
Weimar, Germania

Il Kunstfest Weimar è il principale festival delle arti della Germania centrale, organizzato ogni anno dal 1990 a fine estate. Presenta eccezionali esempi di
arte contemporanea nei teatri, nelle sale da concerto, nei musei, nei castelli,
nelle biblioteche, nelle strade e nelle piazze della città di Weimar. Artisti di fama internazionale si incontrano con la scena creativa della città e trasformano Weimar in un palcoscenico stimolante e dinamico.

kunstfest-weimar.de

FONDAZIONE

FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA
Napoli, Italia

La Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano dal 2018, è stata fondata nel 2007 con lo scopo di organizzare e realizzare il Napoli Teatro Festival Italia: un evento giunto alla sua XII edizione. Dal 2017, il Festival è diretto dall’autore, regista e drammaturgo Ruggero Cappuccio, che ha presentato un progetto artistico multidisciplinare articolato in 12 diverse sezioni, come la Sezione Letteratura, Mostre, Musica, Cinema, Laboratori e attività che offrono opportunità e una grande visibilità per i giovani artisti emergenti. A partire dall’edizione del 2019, al programma si è aggiunta la sezione dedicata al Teatro Ragazzi, riservando un’attenzione particolare alla programmazione teatrale rivolta alle nuove generazioni, con un vero e proprio focus ad essa dedicato.

SHUBBAK

SHUBBAK FESTIVAL
Londra, Regno Unito

Fondato nel 2011, lo Shubbak Festival è il più grande festival di cultura araba contemporanea di Londra. Shubbak offre un mix emozionante e dinamico di artisti, forme d'arte e luoghi e mira ad ispirare sia il pubblico londinese che internazionale, creando la cornice in cui gli artisti arabi possono mostrare il loro lavoro e scambiare esperienze in un'atmosfera di apertura, tolleranza e collaborazione. Il festival nel 2015 ha raggiunto un pubblico di oltre 50.000 persone, realizzando 70 eventi distribuiti in 40 location.

shubbak.co.uk

I PARTNER ASSOCIATI

STUDIO-EMAD

STUDIO EMAD EDDIN FOUNDATION
Il Cairo, Egitto

Studio EmadEddin Foundation (SEE FOUNDATION) è una fondazione svedese che mira a supportare il campo delle arti dello spettacolo in Egitto, promuovendo la cooperazione e la fiducia tra gli artisti e realizzando contatti e collegamenti tra artisti egiziani e internazionali. SEE Foundation sostiene il Downtown Contemporary Arts Festival (D-CAF), l’unico festival internazionale multidisciplinare di arte contemporanea egiziana a Il Cairo. D-CAF Fest comprende eventi di musica locale e internazionale, teatro, danza, arti visive e film di artisti d’avanguardia egiziani, arabi e non solo. Oltre a offrire spazi culturali e teatri di Downtown, D-CAF apre nuovi orizzonti utilizzando siti non tradizionali come edifici storici, vetrine di negozi, vicoli e tetti per spettacoli, eventi e installazioni, con l’obiettivo di avvicinare pubblico e artisti e favorendo l’interazione con la città in un modo nuovo.

seefoundation.org

d-caf.org

ONE-DANCE-WEEK

ONE DANCE WEEK FESTIVAL
Plovdiv, Bulgaria

Il festival ha iniziato la sua attività nel 2008 come l’unico forum del paese interamente dedicato alla danza contemporanea – uno dei generi più rapidamente in sviluppo nell’arte contemporanea, che non conosce confini tra tecniche, forme d’arte ed estetica, che capovolge regole e ruoli e rende possibile l’impossibile – che è ciò che costituisce la sua più compiuta realizzazione.

onedanceweek.com

LOOP

LOOP
Atene, Grecia

Loop è un’organizzazione europea senza scopo di lucro (con sede ad Atene, in Grecia) che si concentra su un’azione guidata dall’interesse per il design, al fine di affrontare questioni sociali e ambientali attraverso l’arte e la cultura.

loop.org

ph Salvatore Pastore - Cubo Creativity Design

SOUS UN CIEL BAS تحت سماء و١طئة UNDER A LOW SKY

testo e direzione Waël Ali
con Sharif Andoura, Nanda Mohammad
scenografia e costumi Bissane Al Charif
drammaturgia e traduzione Chrystèle Khodr
luci e direzione tecnica Camille Mauplot
video Ghazi Frini, Bissane Al Charif
musica Yazan Charif, Akkad Nizam Edine, Basile Pflug
direttore di scena Basile Pflug
produzione Les Bancs Publics – festival Les Rencontres à l’échelle
coproduzione Performance beyond two shores, progetto sostenuto da Commissione Europea nell’ambito del Programma Europa Creativa. Les Bancs Publics è capofila del progetto Performances Beyond Two Shores. Polo delle arti dello spettacolo — Friche la Belle de Mai Marseille (Francia) Arab arts focus con il supporto di Stiftelsen Studio Emad Eddin e Ford Foundation (Eggitto-Svezia). partners Les Bancs Publics (Marsiglia), Palais des Beaux Arts BOZAR (Bruxelles), Shubbak (Londra), Dancing on the Edge (Amsterdam), Weimar festival of arts(Weimar), Napoli Teatro Festival Italia (Napoli) partners associati One Week Dance Fondation (Plovdiv), LOOP (Atene), SEE Foundation (Stoccolma), Suède con D-CAF Festival (Cairo)

SALA ASSOLI

21 GIUGNO H 21.00; 22 GIUGNO H 19.00
DURATA 1H+30MIN
LINGUA FRANCESE E ARABA CON SOVRATITOLI IN ITALIANO
PRIMA ASSOLUTA

Come si può fare teatro quando la realtà che si tenta di cogliere è affetta da perpetui e violenti cambiamenti? Come creare in tempi di guerra? Per chi? È ciò che si chiede Waël Ali, scrittore e regista siriano, classe 1979.
Dopo essersi diplomato all’Accademia di Damasco, ha proseguito gli studi aLione con un master in arti dello spettacolo e, tra il 2003 e il 2006, ha lavorato come drammaturgo a Damasco, dove codirige e anima diverse comunità teatrali, principalmente il collettivo Studio Théâtre.

Nello spettacolo l’artista mette in scena la figura di Jamal, un documentarista siriano quarantenne, che vive in Francia da diversi anni. Jamal si sente intrappolato in una situazione che gli impedisce di creare immagini: «Come posso guardare — semplicemente guardare — il presente ora che non ho più un passato al quale appartenere?». Ossessionato dalla perdita della storia, impotente di fronte alla scomparsa di luoghi abbandonati o distrutti della sua memoria, vede gli amici girovagare per il mondo: i luoghi della sua giovinezza sono scomparsi, le case che frequentava sono deserte e coloro che componevano il suo piccolo mondo a Damasco si sono ormai trasferiti altrove. Interpreta come una crisi generazionale l’impasse di sentirsi a metà strada tra la vita che lo conduce a intraprendere un viaggio e la ricerca di un mondo ormai in frantumi.

Parte così alla ricerca del suo passato e documenta questo viaggio che, come un’odissea in diverse città europee, è il tentativo di restaurare la sua storia e di sopravvivere come regista. Sous un ciel bas è uno spettacolo di teatro documentario che si sviluppa come un’andata e un ritorno tra due percorsi, due viaggi. Waël Ali in questo lavoro fa coabitare due scritture, due registri — l’intimo e il politico —, che mettono in dialogo una moltitudine di sguardi e temporalità convergenti verso uno stesso oggetto: un territorio sempre in fuga. Il viaggio come il film, rendono Jamal un personaggio tragico. Come un Don Chisciotte, è costantemente costretto a superare una prova: la decomposizione della memoria e il suo tentativo di restaurare un mondo che non c’è più, che è la ricaduta della distruzione di uno Stato a cui non ha più accesso. I frammenti di storie che ascoltiamo sono la narrativa esplosa di una comunità di persone che condivide la disintegrazione di uno Stato, ma ancora di più la scomparsa di un quadro identificativo nel quale registrare i ricordi.

Questo viaggio solitario ne richiama un altro per sfuggire a ciò che è disintegrato. Inizia un’altra peregrinazione, un’altra chimera: è un tornare indietro nel tempo e rientrare nel territorio della Siria divenuto uno Stato, immergendosi negli archivi coloniali, affascinati dalla corrispondenza e dagli altri materiali lasciati da funzionari e amministratori francesi. Si coglie così la figura di Jamal immerso in un altro viaggio, sorpreso nel riscoprire la nascita di uno Stato come se scoprisse il taccuino intimo di un amico scomparso.

GLI ARTISTI

WAËL ALI

Scrittore e regista siriano, Waël Ali è nato nel 1979. Nel 2004, si è diplomato presso l’Istituto superiore di arti dello spettacolo di Damasco. Ha continuato gli studi in Francia, a Lione, dove ha conseguito un Master di II° livello in Performing Arts presso l’Université Lumière di Lione. Tra il 2003 e il 2006, Waël Ali ha lavorato come drammaturgo in diverse produzioni, in particolare nell’ambito di un progetto interattivo in Siria, dove ha codiretto corsi di formazione in varie province siriane. Nel 2014, ha scritto e diretto lo spettacolo Je me souviens plus, presentato al Théâtre Tournesol di Beirut, in Libano e in numerosi altri paesi e festival, tra cui il Gorky Theater di Berlino, la Maison d’Europe e d’Orient poi la Confluences a Parigi, la Toneelhuis d’Anvers, in Belgio e a Tunisi, come parte delle Journées Théâtrales de Carthage. Nel 2016, ha messo in scena Titre provisoire, un testo scritto in collaborazione con l’attrice libanese Chrystèle Khodr.

BISSANE AL CHARIF

Laureata in architettura in Siria, ha studiato scenografia a Lione e a Nantes, dove ha ottenuto il titolo di scenografo DPEA all’ENSAN (Scuola nazionale di architettura) nel 2005. Mantenendo un approccio multidisciplinare, l’artista si divide tra diverse esperienze nel campo della scenografia e dell’arte. Si interessa alla scenografia dello spazio, lavora nell’allestimento di eventi, nell’arredamento e nei costumi per il cinema, così come nella scenografia espositiva. È stata la scenografa di numerosi spettacoli teatrali: Les Troyennes, Est-ce que tu peux regarder la caméra?, Le parlement des femmes e Alors que j’attendais. Bissane ha creato diversi progetti di installazioni artistiche: Message to Syria, Sans ciel, Sham e once entered a garden. Per la creazione di Mémoire(s) de femmes nel 2016 ha ottenuto dal Ministro della Cultura e della Comunicazione, l’onorificenza di cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.

NANDA MOHAMMAD

Si laurea al dipartimento di recitazione all’Istituto di Arte Drammatica di Damasco nel 2001 e da allora Nanda Mohammad ha lavorato in Siria con numerosi di registi teatrali del suo paese come: Naila Al-Atrash, Amal Omran, Samer Omran, Jihad Saad e Omar Abu Saada con i quali lavora dal 2008 ad oggi. È anche interprete per registi internazionali come Tim Supple (Regno Unito), Jean-Michel Pesenti (Francia), Nullo Facchini (Danimarca), Khaled Al-Tarefi (Palestina), Catherine Schaub Abkarian (Francia), Laila Soliman (Egitto) Henri Jules Julien (Francia) Ahmed El Attar (Egitto). Si è esibita al Festival d’Avignon, al Festival Internazionale di Edimburgo, Festival d’Automne, Festival LIFT, Centro Lincolin, Festival di Shizuoka, Centro Culturale Onassis, Teatro Spektakel, Teatro de Vidy, Kunstenfestivaldearts, La batie, Teatro Arena del Sole, Napoli Teatro Festival Italia, Bozar, Ozasia Festival, Hong Kong Arts Festival, Festival internazionale delle arti di Singapore, Wiener Festwochen.

SHARIF ANDOURA

Diplomato alla Scuola del Théâtre National de Chaillot e la Scuola del Teatro Nazionale di Strasburgo, Sharif Andoura è diventato un membro permanente della troupe diretta da Stéphane Braunschweig dal 2002. L’attore belga-siriano ha al suo attivo diversi lungometraggi e cortometraggi tra cui Ambitious di Catherine Corsini, Locked Out
di Albert Dupontel e Aliquis di Damien Maestraggi. In teatro, ha recitato in Icon di Gérard Watkins nel 2004 e Le tre sorelle di Cechov nel 2006. Ha creato il suo primo spettacolo nel 2013 con Al Atlal Camel Zekri, diretto da Mathieu Cruciani. Dal 2014, ha recitato più volte sotto la direzione di Mathieu Cruciani e la Snow Show Blandine Cobbler, prima di essere guidato da Vincent Macaigne.
Nel 2019 è al Teatro Odeon con lo spettacolo Un nemico del popolo, diretto da Jean-François Sivadier.

CAMILLE MAUPLOT

Formatosi in cinema ed arti visive, incontra la scena e muove le sue ricerche verso la luce. Al Teatro universitario La Vignette di Montpellier, inizia l'esperienza di spettatore, tecnico e disegnatore luci che segnerà un cambiamento definitivo verso la sua formazione. In seguito inizia la collaborazione con Les Bancs Publics a Marsiglia, diretto da Julie Kretzschmar. Crea le luci degli spettacoli della Compagnia L’Orpheline est une épine dans le pied che gestisce dal 2009, in Francia e all'estero (Mayotte, Greater Comoros, Ouagadougou, Kinshasa).
Diventa direttore tecnico del Festival Les Rencontres à l'échelle, un evento dedicato all'estetica internazionale contemporanea. Incontra artisti e attori culturali del sud e dell'ovest del Mediterraneo con i quali presenta alcuni spettacoli al Festival di Avignone (Ahmed El Attar with “The Last Supper” and Omar Abu Saada with “I was waiting”), poi in tournée in Europa. Avvia regolarmente collaborazioni significative con Thierry Bédard, Sylvain Maurice, Thomas Gonzales, Camille Daloz, Hassan El Gueretly e Mathhieu Cruciani. Attualmente sta lavorando alle creazioni di Wael Ali e Sarah Llorca.

GHAZI FRINI

Viaggia attraverso la videografia per creare un ponte tra fantasia e realtà. e deviarlo in molteplici forme e usi, utilizzando le nuove tecnologie per definire, ritrascrivere tutto ciò che viene dal reale sviluppando un processo di ricerca iconografica che si muove costantemente nel cinema sperimentale. Le sue creazioni video sono modellate, riformattate dal vivo, in interazione permanente con il suo ambiente. Prima autodidatta, Ghazi si è laureato alla Scuola Superiore di Audiovisivo e Design a Tunisi nel 2012. Lavora con diversi linguaggi artistici prestando la sua collaborazione con la musica, il teatro, la danza contemporanea ed il teatro dell’ombra. Sito Web: https://www.ghazifrini.com

GATHERING IN NAPLES

dal 17 al 21 giugno 2019

Nella tappa napoletana del progetto Performances beyond two shores, il NTFI ospita quattro giovani artisti selezionati dalle diverse strutture partner con l’obiettivo di dare visibilità a questi performer contemporanei e di metterli in contatto con rilevanti realtà artistiche europee, per realizzare momenti di scambio e riflessione sulle pratiche performative.

Durante la permanenza a Napoli, i giovani artisti avranno modo di immergersi nell’atmosfera del Festival, assistendo alle prove delle altre compagnie che in quel periodo porteranno le loro produzioni a Napoli e creando nuove reti di collaborazione con operatori teatrali, visitando teatri e luoghi del patrimonio coinvolti nella manifestazione.

Il programma del gathering sarà curato in partnership con il Dipartimento di Asia, Africa e Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, grazie a cui una rete di esperti e studenti interessati animeranno le discussioni con gli artisti che prenderanno parte al progetto, sul percorso di creazione artistica, sulla libertà di espressione, sulla memoria, sul ruolo del teatro arabo in Europa.

Riflessioni sull’esilio: l’esperienza del teatro arabo in Europa

18 giugno ore 16.00
Sala conferenze di Palazzo Corigliano
Interviene Lea Nocera
coordina Monica Ruocco

Scene con(temporanee): il teatro arabo in Europa

19 giugno ore 19.00
Giardino Romantico di Palazzo Reale
Intervengono Gennaro Gervasio e Nadia Baldi
coordina Monica Ruocco

ANIS HAMDOUN

È nato nel 1985 a Homs, in Siria, ed è cresciuto in una famiglia di teatranti politicamente attivi. Nel 2004 ha iniziato a studiare chimica, ma ha trascorso la maggior parte del tempo a teatro, dove insegnava il nonno Farhan Bulbul, uno dei più noti autori e studiosi di teatro nel mondo arabo. Dal 2006, Anis Hamdoun ha lavorato come assistente alla regia per Farhan Bulbul. Allo stesso tempo, ha insegnato teatro e inglese nelle scuole private sviluppando una propria teoria sulla figura del narratore arabo usata per aiutare i bambini nel sostegno allo sviluppo della personalità. Sulla scia della rivoluzione araba contro il regime di Assad, Anis Hamdoun è stato politicamente attivo, ha partecipato a manifestazioni e ha aiutato i giornalisti internazionali nelle loro relazioni su Homs. Nel 2011 ha realizzato un progetto teatrale nel distretto di Al-Khalidya. Pochi mesi dopo il quartiere è stato distrutto dal regime di Assad; in un attacco in cui sono morte 150 persone e 300 ferite e anche Anis Hamdoun è rimasto gravemente ferito. Nel 2012 ha dovuto lasciare la Siria, poiché i servizi segreti del paese hanno arrestato un amico intimo. È arrivato a Osnabrück, in Germania, alla fine del 2013 attraverso l’Egitto. Per il gruppo teatrale inglese The Ostensibles Anis Hamdoun ha messo in scena Il ritratto di Dorian Gray e Tartuffe e per il 6 ° Festival Spieltriebe il lavoro autoprodotto The Trip, che condivide le sue esperienze descrive tra Siria e Germania. The Trip ha vinto il premio della rivista teatrale Nachtkritik nel gennaio 2016. Fino ad oggi è stato responsabile della “Formazione degli artisti per professionisti - Arti dello spettacolo” presso l’Università delle Arti di Berlino. Nel 2019 lui e i suoi colleghi hanno fondato il collettivo d’arte Critical I, per il teatro, il cinema e la musica che ha sede a Berlino.

ANIS HAMDOUN

DOUNIA MAHAMMED

È nata a Bruxelles nel 1990. Si è diplomata nel dipartimento di recitazione del conservatorio di KASK a Gand nel 2015. Nel suo lavoro mostra una particolare sensibilità al linguaggio, all’umorismo e al pensiero visivo. Nella performance con cui si diploma, Salut Copain (2015), usa il linguaggio come mezzo per filosofare, sognare, disegnare e fare domande sul palco. Nel suo ultimo assolo, dal titolo w t t e w w w w s s (2017), ricerca un nuovo modo di comunicare, in cui la sua eccentrica poetica del movimento entra in un dialogo con la musica di Alan Van Rompuy. La performance è stata premiata con cinque stelle sulla rivista De Standaard: «Attraverso l’uso virtuoso del linguaggio, del suono e del ritmo, rende nuovamente speciale ciò che il linguaggio ha atrofizzato nella consuetudine». Come scrittrice e attrice, Dounia Mahammed ha un grande interesse per le questioni sociali, le riflessioni filosofiche e la poesia del quotidiano. Il suo lavoro vuole raccontare l’essere umano e nel farlo naviga tra lo stupore e la disperazione. Nel 2019 si concentrerà sulla ricerca della fragilità e vulnerabilità di persone e cose.

DOUNIA MAHAMMED

SARA SHAARAWI

È una drammaturga, produttrice e performer del Cairo, che ora vive a Glasgow. Ha lavorato al Tron Theatre (Glasgow), al Traverse Theatre (Edimburgo), al Village Pub Theatre (Edimburgo), alla Platform (Easterhouse), al Rich Mix (Londra) e al CCA (Glasgow). Sara Shaarawi ha anche preso parte al programma di mentori 2015 di Playwrights Studio Scotland e al programma di Breakthrough Writers del National Theatre of Scotland nel 2016. Nel 2017 è stata una delle destinatarie dei New Playwright’s Awards dello Studio Playwrights in Scozia e ha ricevuto una borsa di studio per Starter con il National Theatre of Scotland. Sempre nel 2017, ha collaborato con il Workers Theatre al crowdfund e ha creato Megaphone, una nuova borsa di studio destinata a sostenere artisti di colore che vivono in Scozia. Altre esperienze includono la drammaturgia, la performance e la traduzione di One Day in Spring (Oran Mor / NTS) e Here’s the News from Over There (Northern Stage), e la gestione della vetrina Arab Arts Focus al Edinburgh Fringe Festival 2017.

SARA SHAARAWI

WIHAD SULEIMAN

È regista e autore. Nel 2012, si è diplomata al prestigioso Institute of Dramatic Arts di Damasco in regia e recitazione. Dopo l’apprendistato ha lavorato come trainer in un progetto teatrale interattivo. Grazie a un progetto a lungo termine con un gruppo di artisti ciechi presso il teatro studio affiliato alla sua università, ha prodotto un lavoro di Reginald Roses. Ha partecipato al progetto “New Writing for Theatre” al Royal Court Theatre di Londra. Come parte di questo programma di finanziamento, è stato scritto il pezzo Existence, che è stato anche tradotto in inglese e tedesco. Un altro dei suoi testi drammatici, Sealed, è stato rappresentato in una prigione femminile a Damasco. A Beirut ha messo in scena il testo My Tent di Ghiath Mhithawi con i rifugiati. Una delle sue opere teoriche è Una profonda trasformazione nell’Io del 2014. Nel 2015, Wihad Suleiman ha trascorso sei mesi al Theater an der Ruhr come parte di un programma di sponsorizzazione gestito dal Goethe-Institut. Nel febbraio 2017, la sua versione del mito Medea è stata presentata alla Grande Casa del Teatro di Oberhausen.

WIHAD SULEIMAN

Partner meeting

dal 21 al 23 giugno
Palazzo Reale